Cosa leggono le AI
Gli assistenti come ChatGPT, Gemini e le risposte AI di Google costruiscono la risposta partendo da pagine web che trovano e capiscono. Preferiscono pagine che rispondono a una domanda precisa, con dati concreti, scritte in modo chiaro e con informazioni coerenti tra sito, scheda Google e recensioni.
Non c'è un trucco: c'è un sito che si fa capire. È la stessa cosa che serve a Google, fatta con più cura.
Le sei cose da sistemare
- Il titolo e la descrizione di ogni pagina. Su 870 attività che abbiamo misurato a Verona e Valpolicella, 208 siti non hanno nemmeno il titolo per Google.
- Una pagina per ogni servizio. Una home che parla di tutto non risponde bene a niente.
- Domande e risposte. Le domande che vi fanno al telefono, con la risposta scritta sul sito: sono il formato che le AI citano più volentieri.
- Dati precisi. Orari, prezzi o fasce di prezzo, indirizzo, lingue parlate, servizi: le AI cercano fatti, non aggettivi.
- Dati strutturati. Un codice nascosto nella pagina che dice a Google e alle AI «questo è un hotel, a Verona, con queste caratteristiche».
- Scheda Google e recensioni coerenti. Se sito e scheda dicono cose diverse, l'AI si fida meno di tutti e due.
Da dove cominciare
Fate una prova: chiedete a ChatGPT o a Google di consigliarvi un'attività come la vostra nella vostra zona, e guardate chi cita e da quali pagine. Poi confrontate quelle pagine con le vostre. Se volete, lo facciamo noi nell'audit gratuito, e il lavoro mensile di Farsi trovare serve proprio a questo.
Domande frequenti
SEO e GEO sono due cose diverse?
Partono dalla stessa base, un sito chiaro e ben costruito. La GEO aggiunge più attenzione a domande e risposte, dati precisi e coerenza tra sito, scheda Google e recensioni.
Si può pagare per comparire nelle risposte delle AI?
Le risposte delle AI non si comprano come un annuncio: dipendono dalle pagine che l'AI trova e capisce. Per questo conta il lavoro sul sito.
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